Una nuova costituzione per la Costa D’Avorio

Abidjan, capitale economica della Costa D'Avorio

Abidjan, capitale economica della Costa D’Avorio

Alla fine la riforma costituzionale voluta dal presidente della Costa D’Avorio Alassane Ouattara è passata con una maggioranza schiacciante. Al referendum di domenica scorsa i “si” sono stati il 93,42 per cento dei voti. In realtà però il successo politico di questa riforma si valutava sull’affluenza al voto dato che l’opposizione aveva pubblicamente chiesto ai cittadini di non andare alle urne il segno di boicottaggio.

E l’affluenza al voto mostra un paese ancora spaccato dato che alle urne c’è andato solo il 42,42 per cento, cioè meno della metà degli aventi diritto.
Non pochissimi, per la verità, ma non così tanti da decretare un successo pieno, non solo di numeri. Tra i dati positivi di questa consultazione c’è però il fatto che – a parte piccoli e limitati incidenti – il voto si è svolto nella calma, in modo disciplinato e civile segno che il paese è uscito dalla fase della violenza e delle intemperanze che alimentarono i dieci anni di guerra civile.

Nel concreto le principali modifiche di questa riforma costituzionale sono positive e sembrano puntare al superamento di una serie di blocchi che hanno consentito che il paese scivolasse nella guerra. Viene istituito un senato su base territoriale per rispettare meglio la rappresentanza della popolazione. I senatori verranno eletti alle legislative ma un terzo sono riservati alla nomina del presidente in carica. Viene istituita anche la carica di vicepresidente eletto a suffragio universale insieme al capo dello stato con un sistema che non sembra lontano da quello americano. E’ un passaggio importante perché in Africa, spesso, i presidenti hanno paura dei vicepresidenti che potrebbero farsi allettare dal raggiungimento della massima carica.

Ma Soprattutto, nella nuova Costituzione viene cancellata una delle più aspre fonti di divisione politica degli ultimi anni modificando i criteri di eleggibilità del presidente. In base alla proposta, infatti, non è più previsto che entrambi i genitori dei candidati alla presidenza siano ivoriani, requisito che aveva impedito allo stesso Ouattara di partecipare alle presidenziali fino alla vittoria alle elezioni del 2010.

La nuova Carta costituzionale, inoltre, elimina il limite di età di 75 anni per i candidati, alimentando il timore dell’opposizione che il capo dello Stato in carica, oggi 74enne, voglia concorrere per un terzo mandato alla guida del paese. Di contro Ouattara non ha modificato l’articolo che limita a due i mandati presidenziali. Per saperlo non resta che attendere.

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