Una testimonianza dal Centrafrica

indexVertice oggi a Njamena, in Ciad, per affrontare la crisi della Repubblica Centrafricana che sembra ormai irresolvibile. Il paese è nel caos più totale. Vi è stato gettato dagli interessi francesi, da quelli di alcuni paesi arabi, da alcune potenze regionali. Ora nessuno sa più come risolvere la situazione e come giungere ad un equilibrio che soddisfi tutti gli appetiti. Il risultato è in questa drammatica testimonianza che mi è giunta dal Centrafrica e che vi propongo, quasi integralmente, di seguito:

Abbiamo una media di 70/80 malati al giorno maggiormente bambini, le patologie primarie sono IRA (infezione respiratoria acuta) Malaria, malnutrizione grave, fratture, diarrea, vomito e anemie severe, nessun dei bimbi da noi testati supera i 6/7 g/dl di emoglobina. Non abbiamo più farmaci né cibo adeguato a risolvere le patologie più gravi e che compromettono dall’oggi al domani il processo vitale dei bimbi. Sto curando patologie gravi con 3 compresse di paracetamolo 5 compresse di multi vitamine e un dosaggio minimo di antibiotico e antimalarico, prendo in considerazione solo bimbi con febbre superiore a 38° diarrea e vomito, gli altri vengono esclusi, ma so che i bimbi oggi esclusi, domani saranno gravi o morti. Assicuro a tutti che la descrizione da me fatta non rende minimamente l’idea di quello che sta realmente accadendo sotto gli occhi delle nazioni unite che come sempre sono chiuse nei loro super corazzati uffici eternamente in riunione.

1indexI FRANCESI hanno toppato completamente la missione, hanno disarmato tutta la Seleka, inclusi i miliziani integrati, nelle forze armate centrafricane ma non i balaka di Bozizé che stanno massacrando con il bene tacito dei francesi tutta la comunità musulmana con la quali conviviamo pacificamente da decenni. Ho visto donne musulmane alle quali i cristiani hanno tagliato i seni, gli uomini sono stati evirati, i bimbi orribilmente mutilati a colpi di machete. Quelli di voi che vivono a Roma dovrebbero andare all’ UNICEF per dire loro di togliersi la paglia dagli occhi e agire rapidamente, o presto non ci saranno più bimbi che giustifichino la loro presenza nel paese.

LA MISMA, l’Interforza Africana, sembra l’armata Brancaleone, sempre pronti a scappare e assolutamente inconcludenti.

OMS, Nessun appoggio in farmaci, anche loro eternamente in riunione, ci costringono ad abbandonare il lavoro per stagionare nell’aria condizionata dei loro uffici in attesa che la riunione finisca.

PAM e FAO nessuno li vede nessuna distribuzione di cibo per coprire le necessità minime. Anche loro eternamente in riunione.

UNICEF, assolutamente inavvicinabili, nessuna speranza di farli uscire dai loro programmi assolutamente inefficienti a risolvere i problemi attuali. L’iter burocratico è sproporzionato ci fanno scrivere montagne di dichiarazioni e richieste che non vengono mai accolte e non servono a nessuno.

In conclusione, nelle strade dei quartieri di massima allerta loro non si vedono, solo gli autisti corazzati nei loro giubbotti antiproiettili e in veicoli da 90.000,00 euro che circolano in modo isterico con la paura negli occhi. Noi che operiamo in questi quartieri, ci muoviamo senza alcuna protezione, nessun giubbotto ne casco per proteggerci dai proiettili vaganti che sono la causa del gran numero di morti tra la popolazione civile. Scusate per le eventuali inesattezze sono giorni che non dormiamo, i nostri occhi sono rossi e bruciati idem per le gambe…

3 comments for “Una testimonianza dal Centrafrica

  1. Mina
    9 gennaio 2014 at 18:19

    Sappiamo di non vivere in un mondo giusto e sappiamo che tutto il bene che si può fare nn servirà mai a nulla se nn forziamo la mano a chi ha il potere di cambiare le cose, senza l’ombra infettante dei paesi sviluppati gli africani starebbero da Dio.

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