Zimbabwe: l’agonia di un paese che pensa alla succesione

Ropbert Mugabe e la moglieIn Zimbabwe la situazione è drammatica ma ai vertici del potere sembra che il problema sia uno solo: chi ci sarà dopo Robert Mugabe?

Mugabe è l’uomo che ha portato il paese in questa situazione con una serie di mosse sciagurate. Dal 2003 l’economia è in una sorta di default non dichiarato causato da una riforma agraria che confiscò 4500 aziende agricole di proprietà di farmers bianchi per poi distribuirle a contadini del gruppo etnico del presidente, gli Shona, che naturalmente, non avendo esperienza e non essendo motivati, le hanno fatte andare in malora. Nel 2008 il tasso di inflazione era del 300 per cento, nel 2009 la moneta nazionale è stata abolita e sostituita con il dollaro americano e il rand sudafricano. Nel 2010 è stato introdotto il programma di indigenizzazione che prevede che tutte le imprese devono essere a maggioranza di proprietà di cittadini dello Zimbabwe.

Oggi il paese è precipitato in una buco nero dal quale non si sa se riuscirà mai ad uscire: mancano i beni di prima necessità come il carburante, lo zucchero, l’olio perché non ci sono i soldi per importare nulla. Lo Zimbabwe ha dieci miliardi di dollari di debiti con la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Africana per lo Sviluppo. Su questo debito paga prestiti per i quali si trova indietro di quasi due miliardi di dollari.

Eppure lo Zimbabwe è ricco. La situazione contingente, come detto, è il frutto del disastroso governo di un uomo solo con il suo entourage. Uomo solo che però ha annullato qualunque opposizione e si è fatto corteggiare da potenze come Cina e Russia che sono entrate pesantemente nella gestione delle risorse minerarie e agricole di questo paese.

Tutti pensano a chi ci sarà dopo Mugabe perché il suo successore potrebbe cambiare le carte in tavola e magari scegliere altri sponsor internazionali. O forse, vista l’età di Mugabe, tutto è già stato deciso nel cerchio magico che lo circonda del quale fa parte anche la moglie, Grace, della quale si era parlato come possibile candidata a succedergli.

2 comments for “Zimbabwe: l’agonia di un paese che pensa alla succesione

  1. Marco Sassi
    2 ottobre 2016 at 10:01

    Articolo interessante e scritto bene che, ahinoi, ci porta una triste notizia: lo Zimbabwe rientra tra i Paesi poveri, anzi poverissimi.
    L’ avevamo creduto ricco e affrancato, anni di mal governo e di spolpamento sistematico di chiunque si affacciasse alle sue frontiere ce lo restituiscono in miseria, in disordine, con sommosse, debiti, inflazione e senza cibo nè produzioni alimentari.
    Bel colpo!

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