Africa on the road

Gli africani vivono sulla strada. A volte capita, a noi bianchi indigeni europei, di vedere sfilare sulle strade africane file infinite di gente che si muove a piedi, che magari percorre chilometri per andare da un villaggio all’altro per vendere tre pomodori e un peperone. Noi li vediamo sfilare dai finestrini dei nostri fuoristrada con aria condizionata e tutti i comfort e, dalla nostra bolla viaggiante, ci facciamo poche domande: il mondo va così.

Se vi capita di guidare di notte in una strada africana fuori città fate attenzione a stare ben al centro della carreggiata (ovviamente se dall’altra parte non arriva nessuno) perché, voi non li vedete, ma sul bordo certamente c’è gente che cammina: un ragazzino che riporta a casa la capra, una donna con in equilibrio sul capo l’ultima tanica di acqua per la famiglia, un giovane che spinge la sua bici carica di un casco di banane. Insomma sulla strada in Africa c’è vita: ci si incontra, si scambiano prodotti, si mandano saluti, si mantengono relazioni.

Le nostre strade, in Europa, sono un po’ disumane: totalmente deserte oppure intasate di auto ferme e gli autisti (rigorosamente soli, anche su auto gigantesche) con i nervi a fior di pelle che non si parlano e se lo fanno urlano. Di notte se avete bisogno una informazione dovete aspettare… la mattina successiva, oppure chiamare i carabinieri, la protezione civile, i vigili, il sindaco a patto che sappiate dove vi trovate.

Mi è capitato una volta di accompagnare in una cittadina dell’hinterland milanese un giovane kenyano arrivato all’aeroporto di Linate alle venti di sera, d’inverno. Lo vidi perplesso e gliene chiesi il motivo: “Where is the people?” – mi disse. Compresi: stavamo percorrendo strade ai lati delle quali lui vedeva condomini, villette, parchi, capannoni industriali… tutti deserti!

Le strade africane sono invece come quella della foto che vedete in apertura di questo articolo: terra rossa, orizzonte davanti agli occhi e gente che cammina come quella donna in primo piano, di spalle. Se volete sapere di più di lei andate nella sezione “foto parlanti” di questo blog.

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