Aspettando Somalia

Sono certamente due eroine che non si sono fatte piegare da dieci anni bui e opprimenti egemonizzati da un folle gruppo di integralisti musulmani. Solo un anno fa, infatti, Mogadiscio era occupata dai miliziani Shebab che consideravano qualunque apparizione femminile in pubblico blasfema. Oggi due donne si candidano alla presidenza. Si chiamano Asha Ahmed Abdalla è Amal Abdi Ibrahim.

Il passo avanti per tutta la Somalia è innegabile ed è il seguito di un anno dedicato alla transizione dalla totale assenza di uno stato ad una parvenza di potere centrale. Per rispettare le tradizioni somale, i protagonisti di questo periodo di passaggio sono stati gli Elders, cioè gli anziani, garanti dei vari clan, che hanno designato dapprima gli 825 membri dell’assemblea nazionale costituente, che a sua volta dovrà nominare i 275 parlamentari che a loro volta dovranno nominare il presidente successore di Sheik Sharif, capo dello stato uscente e candidato per un secondo mandato.

Il processo, naturalmente, si è intoppato diverse volte, ha subito critiche, anche velenose, che hanno fatto parlare di mercato dei seggi parlamentari. Ma che è andato avanti. Ormai siamo alla fine, il nuovo presidente, salvo rinvii, verrà nominato entro fine agosto. Le incognite però sono tante e i timori più che concreti. In primo luogo gli shebab non sono stati ancora sconfitti del tutto. Occupano il sud e la strategica città portuale di Kisimayo (nella foto). Da settimane le truppe del Kenya, che sostengono quelle del governo di transizione, parlano di un attacco risolutivo che però non avviene mai. Non resta che attendere per pronunciare il sospirato: Bentornata Somalia!

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