Austria-migranti: un Europa piccola piccola

Su questo blog avevo ipotizzato il fatto che l’accordo Ue-Turchia potesse essere riprodotto sulla rotta mediterranea dei migranti. Rotta che, con l’arrivo della primavera e del tempo favorevole, diventerà la principale direttiva per l’ingresso in Europa, vista anche la chiusura – proprio in virtù degli acordi Ue-Turchia – della rotta balcanica.

Ma cosa significa replicare nel Mediterraneo quegli accordi? In via teorica e sulla carta significherebbe rispedire nel paese non-europeo dal quale sono partiti tutti quei migranti che sono arrivati sulle coste europee, cioè in Italia, e non hanno diritto d’asilo. Cioè tutti i migranti cosiddetti economici. Sono tanti, perché la rotta mediterranea raccoglie casi da tutta l’Africa e ad essi andrebbero a sommarsi anche una parte di quelli che avrebbero percorso la via balcanica.

La decisione dell’Austria di ripristinare controlli più severi al Brennero e costruire una barriera di fatto è preventiva. Tradotta significa che Vienna non crede che in Italia si possa fare ciò che si sta facendo sulle isole greche e prende provvedimenti per tempo.

E’ come se l’Austria dicesse che l’Europa dovrà considerare l’Italia come la Turchia, cioè un luogo per tenere fuori dall’Europa i migranti.
Come la Macedonia fa con la Grecia. Che altro sono altrimenti gli scontri di Idomeni e il comportamento inqualificabile della polizia di Skopje?

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