Cecile e Josefa, simboli di una società vincente

imagesA piccoli passi, ma l’Italia comincia a cambiare. Lo dimostra la nomina a ministro di Cecile Kyenge e di Josefa Idem, donne e simboli, di una parte della popolazione italiana che, ormai, è fatta di cittadini nati all’estero, cioè immigrati che hanno scelto il nostro paese per viverci ed esprimersi, professionalmente e umanamente.

Quelle che seguono sono alcune riflessioni suscitate dal fatto che per la prima volta un governo della Repubblica Italiana ha al suo interno dei ministri “stranieri”.

Noi italiani dovremmo essere orgogliosi del fatto che cittadini di altri paesi ci scelgano, come paese e come società. Invece sembra che una parte consistente della popolazione, e soprattutto della politica, la veda come una minaccia, una specie di invasione da parte di un elemento estraneo, ostile. Per questo motivo dipingono l’afflusso di immigrati come qualcosa di eccezionale, una minaccia epocale che per la prima volta mina dall’interno la nostra società.

Non c’è niente di più falso: i grandi spostamenti di popolazioni fanno parte della storia dell’umanità, sono sempre avvenuti, anche quando spostarsi non era così facile come lo è adesso. Non solo: i paesi e i popoli che hanno saputo capitalizzare l’immigrazione sono diventati popoli vincenti e, in molti casi, vere e proprie superpotenze: nel passato i greci e i romani erano vere e proprie società multietniche. Allo stesso modo lo erano gli antichi egizi tanto che alcuni faraoni erano di origine africana. Ai nostri tempi gli Stati Uniti, cioè la più forte potenza militare, economica e politica del pianeta è una nazione composta da tutte le etnie e da tutti i popoli del mondo.

Chi invece si chiude. Chi ha paura del contatto con popoli diversi è destinato alla sconfitta. Chi trasforma questo processo storico ineluttabile di incontro in una guerra è destinato a perderla.

Ultima riflessione: integrarsi non è un processo a senso unico. Integrarsi è un processo che personalmente trovo affascinante, un formidabile arricchimento culturale e sociale per tutti, da una parte e dall’altra. Insomma, sempre meglio della guerra. O no?

1 comment for “Cecile e Josefa, simboli di una società vincente

  1. 30 aprile 2013 at 05:38

    Benissimo,
    saluti a tutti

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