Colpevole di aspirazione a vivere meglio. Condanna a morte per annegamento

credito: Foto LaPresse - Guglielmo Mangiapane

credito: Foto LaPresse – Guglielmo Mangiapane

E’ un dato che non può passare sotto silenzio. L’Organizzazione Mondiale delle Migrazioni ha diffuso il numero, stimato, dei migranti morti nel Mediterraneo: sono cinquemila da gennaio ad oggi, un record e un sensibile aumento rispetto al dato dell’anno scorso. Di fronte a questo dato, drammatico, non si può non trarre delle riflessioni. Intanto si pensi che siamo solo a poco più della metà dell’anno. I morti aumenteranno… lo sappiamo già. Aspettiamoci nuove tragedie e aspettiamoci già nuove dichiarazioni dei politici. Sappiamo già tutto e non faremo niente. E’ come se avessimo un carcere con circa duemila condannati nel braccio della morte.

In secondo luogo pensiamo che questi duemila morti sono stimati certamente per difetto. Cioè i morti sono di più perchè noi sappiamo quanti ne arrivano, vivi o morti. Ma non sappiamo quanti ne partono. Non sappiamo quante carrette del mare vanno a picco nel buio della notte sul Mediterraneo, nel vuoto di un mare che è sì trafficato ma è anche deserto e i barconi che vanno alla deriva non lo fanno sulle rotte attraversate da mercantili o navi militari o di altro tipo.

In terzo luogo teniamo conto che di quei duemila morti la stragrande maggioranza sono nafragati nella rotta che va dalla Libia all’Italia. E’ un dato che dovrebbe essere prezioso ai politici che devono cercare di diminuire le morti.

Infine teniamo conto ancora che la maggioranza dei morti si è avuta nei primi quattro mesi dell’anno, cioè immediatamente dopo che Mare Nostrum è stata chiusa. Una dimostrazione che i naufragi sono direttamente lagati al tipo di missione che l’Europa mette in mare.

Ora di fronte a questi dati, e alle riflessioni che se ne possono trarre, credo che sia legittimo chiedere ai politici europei di dimostrarci che nella parte restante dell’anno saranno capaci di fare diminuire sensibilmente le morti con misure adeguate. Se non saranno capaci avremo diritto di ritenerli inadeguati.

La soluzione prima di questo dramma è nota a tutti. Ci vuole una politica dell’accoglienza dalla quale discendano misure e provvedimenti per affrontare quella che viene fatta passare come una emergenza, ma che invece è una situazione normale. Da che mondo è mondo le popolazioni che vivono in paesi poveri si trasferiscono nei paesi ricchi. Si deve morire per questo? Si deve essere messi nel braccio della morte con l’accusa: aspirazione a vivere meglio?

2 comments for “Colpevole di aspirazione a vivere meglio. Condanna a morte per annegamento

  1. Francesca goddi
    6 agosto 2015 at 12:20

    aspirare a una vita migliore è più che legittimo.Non possiamo continuare a vedere il prezzo che pagano! Un modo ci sarà per evitare queste ecatombe.Aiutandoli a star meglio a casa loro, facendoli entrare in Europa senza farli salire in questi barconi della morte.Mi rifiuto di credere che se i mondo intero si impegnarsi non si metterà fine a questa tragedia!

  2. Antonio Ferraro
    7 agosto 2015 at 20:36

    Ciao Raffaele,
    Apriamo gli occhi grazie a reportage come i tuoi.
    Bisogna essere consapevoli e dire con la forza dell’indignazione che” l’immigrazione di necessità” di milioni di persone é frutto delle gravi ingiustizie sociali e dello sfruttamento neocolonialista di interi popoli ancora industrialmente poco o niente sviluppati, ma ricchissimi di quelle preziose materie prime (petrolio, gas, ferro, oro, diamanti, KOLTAN, grano, mais, soia, legname, …..) , senza le quali noi faremmo una vita da pezzenti, e che ripaghiamo fomentano guerre civili e sponsorizzato dittatori di ogni risma.
    I morti in mare, le speculazioni dei politici contro gli immigrati ed i commenti disumani di chi si augura la loro morte, dimostrano che Il capitalismo, nella sua tragica stupidità, riesce a far soffrire coloro che sfrutta ed impoverisce l’umanità dei popoli economicamente ricchi.
    Nessuno deve permettersi di Non facciamoci derubare della nostra umanità

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