Entra in vigore la carta dell’Onu: mai più guerre…

Il 24 ottobre del 1945 entrava in vigore la Carta delle Nazioni Unite. Il mondo si lasciava alle spalle la seconda guerra mondiale e, nelle intenzioni, si apprestava a costruire un futuro senza conflitti. Non è andata secondo le intenzioni perché il mondo è stato costellato da guerre e chi ha dato il maggiore contributo è stata l’Africa, continente nel quale si sono combattute anche le guerre di chi aveva firmato la Carta dell’Onu. Sì, in Africa si sono combattuti conflitti per procura, conflitti che le grandi potenze non volevano, non potevano o non avevano il coraggio di farsi direttamente. L’Africa ha prodotto schiere di bambini-soldato, decine di migliaia di stupri di guerra, milioni di profughi. Per l’Africa l’altisonante dichiarazione della Carta dell’Onu risulta quasi una beffa. Provate a fare il confronto tra la storia recente del continente e le parole della Carta riportate di seguito:

Noi popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all’umanità. Decisi a riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana…Decisi a promuovere il progresso sociale ed un più elevato tenore di vita in una più ampia libertà…Ci impegniamo…a praticare la tolleranza ed a vivere in pace l’uno con l’altro in rapporti di buon vicinato, ad unire le nostre forze per mantenere la pace e la sicurezza internazionale, ad assicurare, mediante l’accettazione di principi e l’istituzione di sistemi, che la forza delle armi non sarà usata, salvo che nell’interesse comune, ad impiegare strumenti internazionali per promuovere il progresso economico e sociale di tutti i popoli….

Sembra che in Africa si sia fatto esattamente l’opposto di ciò che prescrive la Carta dell’Onu. Nella sezione “Foto Parlanti” di questo Blog vi propongo le tre ultime immagini sulla guerra in Africa dal titolo RAGAZZINO SOLDATO – FERITI SENZA MEDICINE – ALLA GUERRA. E’ un modo di celebrare l’entrata in vigore della Carta delle Nazioni Unite. Ed è anche un modo per considerare le parole della dichiarazione un impegno collettivo dei popoli, quindi anche nostro, e non solo dei governanti delle Nazioni.

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