Etiopia-Eritrea: una battaglia fantasma

Foto Andrea Semplici

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L’Eritrea sostiene di aver ucciso oltre 200 soldati etiopi e di averne feriti più di 300″ nelle battaglie dei giorni scorsi al confine tra i due Paesi. Si è trattato degli scontri più violenti dalla fine della guerra del 1998-2000. Il numero dei morti etiopi e la ricostruzione degloi scontri la si legge in un comunicato del ministero dell’Informazione dell’Asmara, che definisce l’attacco insensato ed il cui obiettivo è difficile da comprendere.

Questa la notizia. Impossibile avere informazioni indipendenti su quanto è avvenuto. Ma una cosa è certa: se c’è stato un attacco etiopico è veramente insensato nel senso che non se ne riesce a comprendere l’obiettivo e le finalità.

A chi giova un attacco di questo genere è l’Eritrea, in realtà. Asmara infatti dalla fine della guerra con l’Etiopia nel 2000 continua a sfruttare il fatto che non si sia mai firmato una cessazione delle ostilità per dichiarare ai quattro vento che la ferma obbligatoria e indeterminata dei giovani eritrei è motivata dal fatto che il paese è in guerra e pertanto è comprensibile l’emergenza economica e il clima di forte repressione interna.

Certo, anche l’Etiopia ha i suoi problemi interni: il contrasto – ormai giunto a livelli non più gestibili – tra il gruppo dirigente e l’etnia oromo, mantenuta a forza fuori dal potere e limitata nell’uso delle terre intorno ad Addis Abeba. Ma proprio per questo Addis Abeba non ha nessun interesse a impegolarsi in una guerra di frontiera. L’Etiopia al contrario ha tutto l’interesse a confermare la sua immagine di paese in grande crescita economica, con ottime possibilità di investimenti e opportunità formidabili per le imprese straniere. Un paese con un conflitto di frontiera smentisce, almeno in parte, questa immagine.

C’è una versione che rischia di essere quella vera, anche se non ci sono prove che la sostengano, ed è la seguente: un reparto eritreo ha disertato e ha cercato di passare la frontiera. Quando i reparti fedeli lo hanno capito hanno cominciato a sparare. Si sarebbe dunque trattato di uno scontro tra eritrei sulla frontiera con l’Etiopia che poi Addis Abeba ha dovuto gestire.

Ribadisco: non ci sono prove e, in mancanza di queste, non si può affermare nulla di sicuro. Ciò che però si può dire è che sia l’Eritrea che l’Etiopia hanno grossi problemi interni e che il Corno d’Africa torna ad essere quel crocevia di tensioni e conflitti che sembrava essere stato cancellato dall’immagine di un Africa avviata verso lo sviluppo e la crescita economica.

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