Expo riguarda anche l’Africa. Solo il titolo, “Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita”, fa venire in mente quello che nell’immaginario collettivo, e non solo, è il continente più povero. Ma a vedere l’Expo che si è appena aperto a Milano si capisce subito che questa esposizione ha molto poco da dire. La prima constatazione è che non ci sono più le esposizioni universali di una volta.
Una volta erano la dimostrazione del livello di progresso che l’umanità aveva raggiunto e soprattutto erano un progetto, un idea di futuro, ciò che l’uomo si apprestava a fare. Anzi ciò che già aveva cominciato a costruire.
Basta pensare all’esposizione di Londra del 1851 e allo splendido Crystal Palace che la ospitava, una dimostrazione di ciò che l’uomo avrebbe fatto con la recente scoperta della lavorazione industriale del vetro. O a quella successiva di Parigi e al suo simbolo, la Tour Eiffel, tutta in ferro, un materiale da costruzione nuovo con il quale si è edificata la più alta costruzione del mondo.
Oggi non c’è nulla di tutto questo. Expò sembra una fotografia, un po’ banale, un po’ ripetitiva di ciò che l’uomo sa fare da tempo, una fotografia auto celebrativa.
Non c’è una visione, non c’è una idea ardita di futuro, appunto.
Così, senza una idea, Expo è ridotta ad essere solo, o quasi,
una occasione di businnes, un modo per dare ossigeno al turismo, all’edilizia, e al commercio asfittici per la crisi.
Di ardito c’è il titolo: nutrire il pianeta, energia per la vita. Un titolo che evidentemente constata che il pianeta non è nutrito e che non produciamo energia per rendere migliore l’esistenza dei sette miliardi di uomini che abitano la Terra.
L’Expo doveva… poteva essere una idea di come farlo in modo compatibile ed equo, magari facendo conoscere e mettendo al bando scandalosi fenomeni commerciali, politici ed economici come il Land Grabbing, o come i tentativi di privatizzare l’acqua a livello planetario.
Ma tutto questo in Expò non c’è o non c’è mai stato. Se si fosse chiamato “Nutrire chi ha un potere d’acquisto. Energia per il business” non ci sarebbe stato nulla di cui protestare. Sarebbe stato tutto molto più limpido e trasparente. Addirittura legittimo.