Far West Africa: cinque milioni di dollari su Joseph Kony

WANTEDJoseph Kony è uno dei maggiori ricercati d’Africa, accusato di crimini contro l’umanità dalla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja . Oggi su di lui ci sono nuove accuse: avrebbe finanziato il suo gruppo, Lra, Lord Resistence Army, Esercito di Resistenza del Signore, con un gigantesco traffico di avorio ottento con una strage di elefanti perpetrata nella sua zona di influenza che è molto ampia: Uganda del Nord, Sud Sudan, Centrafrica, Congo.

Joseph Kony è veramente un personaggio emblematico che racconta un aspetto dell’Africa dei nostri tempi meglio di qualunque analisi.

E’ un uomo solo, a capo di una banda di soldataglia tutto sommato piccola di assassini e stupratori, il suo gruppo ha un armamentario ideologico surreale: instaurare in Africa un regime fondato sui principi della Bibbia e sui dieci comandamenti. Proprio per questo motivo non ha nessun seguito popolare, i suoi guerriglieri hanno armi malandate e sgangherate.

Eppure non lo si riesce a catturare. Eppure la sua fama aumenta. Adesso gli Stati Uniti hanno messo sulla sua testa una ricompensa di 5 milioni di dollari (se i suoi miliziani lo sapessero lo consegnerebbero immediatamente). Di Joseph Kony però nessuna traccia.

Joseph Kony è nipote di una donna altrettanto singolare, Alice Lakwena, vera fondatrice, nel Nord dell’Uganda, del gruppo Lord Resistence Army. Era una specie di sacerdotessa che convinceva i suoi miliziani di essere immortali, che le pallottole, prima di colpirli, si sarebbero trasformate in acqua. Era essenziale però che non avessero paura. Davanti ai morti spiegava che la vittima era un traditore: aveva avuto paura. Kony, alla sua morte, ha preso in mano il gruppo e si è mantenuto saccheggiando villaggi indifesi, sequestrando adolescenti e trasformandoli in guerriglieri o, le bambine, in concubine dei capi del suo movimento. Negli anni novanta aveva trasformato il Nord dell’Uganda in un inferno nel quale erano controllate solo città che al tramonto venivano invase da bambini dei villaggi che si mettevano al sicuro.

Un personaggio come Kony e il suo surreale gruppo fa venire in mente un’altra formazione di miliziani, quella altrettanto surreale di Boko Haram. Anche questi hanno un armamentario ideologico assurdo, eppure oggi in Nigeria, evidentemente, sono utili a qualcuno (in questo blog ho più volte analizzato chi può trarre vantaggio da un gruppo come quello). Credo che la non cattura di Kony abbia più o meno le stesse motivazioni. Quando un territorio ricco e ambito da attori locali, regionali e internazionali non ha un equilibrio ogni formazione destabilizzante può venire utile. Boko Haram fino a tre anni fa combattevano con bastoni e machete, oggi hanno armi automatiche, miliziani preparati e esplosivo in quantità enormi. Chi ha fornito loro tutto questo?

L’area dei Grandi Laghi (un vero forziere di materie prime strategiche), il Sud del Sudan, il Centrafrica, il Congo sono tutti paesi che devono ancora trovare il loro equilibrio: una formazione guerrigliera manovrabile, con una ideologia pseudo religiosa potrebbe venire utile.

Non è dietrologia. Nella prima guerra del Congo si muovevano almeno dieci formazioni guerrigliere diverse, ognuna facente capo ad interessi particolari di una multinazionale o di una nazione regionale. Quella di Kony è una formazione pronta all’uso, magari adattabile sul piano dell’ideologia.

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