Il solito teatrino dei dittatori al potere

dittator

Lo storico partito di opposizione, l’Upds, Unione per la democrazia e il progresso sociale, nella Repubblica democratica del Congo, ha annunciato di aver rotto il dialogo con il regime di Joseph Kabila in vista delle prossime elezioni. L’Udps ha chiesto ai suoi delegati di ritirarsi dai negoziati.

Lo ha fatto sapere Etienne Tshisekedi, presidente del partito e storico oppositore di Kabila, ma anche dell’ex dittatore Mobutu Sese Seko. L’82enne Tshisekedi ha chiesto a tutte le altre forze politiche e sociali che hanno a cuore il cambiamento a proseguire nel dialogo per arrivare ad un processo elettorale credibile e l’elaborazione di un calendario elettorale conforme alla costituzione e ad un eventuale trasferimento pacifico del potere.

La situazione nella Repubblica democratica del Congo è particolarmente tesa da tempo, e adesso l’abbondano del tavolo di dialogo da parte dell’Udps la aggrava ulteriormente. Di fatto Joseph Kabila è praticamente rimasto da solo nel suo tentativo di cambiare la Costituzione vigente per potersi ricandidare nel 2016 alle presidenziali per un terzo mandato.

L’attuale Carta costituzionale lo vieta espressamente. Kabila, tuttavia, non si e’ ancora espresso ufficialmente anche se è ormai certo che tenterà ogni manovra per rimanere al potere. E’ proprio questo timore che ha fatto saltare il dialogo. L’opposizione e una parte consistente della maggioranza accusano il suo clan di complottare per mantenere al potere Kabila al di là dei termini di scadenza del suo mandato.

Il Movimento di liberazione del Congo(Mlc) e l’Unione per la nazione congolese (Unc), gli altri due grandi partiti di opposizione, hanno sempre rifiutato di partecipare al dialogo, a cui, ora, si è unita anche l’Udps. Kabila si può far forte del fatto che anche nel Burundi, il presidente Nkurunziza ha violato la costituzione ed è ancora al potere. Poi toccehrà al presidente del Ruanda, Paul Kagame, che dirà che si farà forte dei precedenti di Nkurunziza e Kabila. E poi toccherà al presidente ugandese Musseweni che si farà forte dei precedenti…e via così.

Il solito, tragico teatrino africano degli inamovibili dittatori al potere.

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