Il virus dell’istruzione estinguerà la razza dei Calderoli

imagesLa vicenda Calderoli e il razzismo in genere sono il prodotto dell’ignoranza. Per questo motivo voglio tornare su un avvenimento che ha mostrato che il mondo e i popoli si sviluppano, crescono e creano un futuro giusto se c’è istruzione. Se i bambini vanno a scuola e se si considera questo una priorità assoluta, un diritto/dovere sacro, inviolabile.

L’avvenimento è il discorso all’Onu di Malala, la sedicenne pakistana alla quale i talebani hanno sparato alla testa perché non volevano che andasse a scuola. Uscita dal coma e guarita, è stata invitata a parlare all’assemblea delle Nazioni Unite e ha fatto un toccante discorso sull’istruzione. “Un bambino, un’insegnante, una penna, un libro possono cambiare il mondo” – ha detto, e ha continuato rivolta ai giovani di tutto il mondo: “Prendete i vostri libri e le vostre penne, sono la vostra arma più potente. Io voglio istruzione anche per i figli dei talebani. Ogni bambino deve avere una scuola. I talebani hanno paura dell’istruzione. Per questo uccidono, perché hanno paura”.

Ecco, Malala ha centrato il punto. L’ignoranza e l’analfabetismo consentono a pochi personaggi di gestire a proprio vantaggio paesi, regioni, imprese. La guerra è frutto di ignoranza. Come si farebbero le guerre senza bambini soldato? Se i popoli fossero colti, conoscessero la storia e la geografia combatterebbero per obiettivi che non sono i loro? Ecco perché Malala ha detto che i talebani hanno paura dell’istruzione. C’è solo da aggiungere che i talebani di tutto il mondo (i dittatori africani, i vertici di molte imprese multinazionali, alcuni capi religiosi) hanno paura di popoli troppo scolarizzati, di dipendenti o di lavoratori che sanno distinguere ciò che è buono e ciò che non lo è.

Spesso anche i dittatori sono ignoranti, spesso anche loro hanno una visione del mondo univoca, una visione che si basa sull’uso della forza, della prepotenza.

Non riescono a capire che gettare risorse nell’istruzione non è una perdita ma un investimento. Quelle risorse tornano sotto forma di invenzioni, di organizzazione, di efficienza ed efficacia nel funzionamento dell’amministrazione pubblica, per esempio. Dove prima regnava la corruzione (che a sua volta è un immenso spreco di risorse) potrebbe regnare l’organizzazione e la creatività. Chissà quanti ragazzini che magari avevano la forma Mentale per affrontare e risolvere i segreti del Cancro o dell’Aids sono stati bruciati in miniere clandestine o in guerre che facevano gli interessi di pochi. E se li avessimo mandati a scuola?

L’istruzione poi è come un virus, un virus buono. Si insinua in un organismo, si riproduce, convince e poi dà i suoi frutti. Una volta che si apre all’istruzione, alla scuola, alla cultura questa conquista terreno, diventa infrenabile. Su una cosa mi sento di essere categorico: senza istruzione non può esistere democrazia. E’ inutile che i paesi europei chiedano a quelli africani multipartitismo ed elezioni. Queste avranno un senso solo se la gente sarà istruita, se saprà leggere e scrivere. Ecco: si dovrebbe chiedere educazione generalizzata, diffusa, aperta. Una scuola per ogni bambino, come ha detto Malala.

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