In diretta dal Sud Sudan: Juba

JubaLa città di Juba va controcorrente. Le altre città africane crescono in altezza: grattacieli, palazzi presidenziali, centri commerciali, stadi nuovi di zecca, spesso costruiti dai cinesi. Juba, invece si allarga, cresce sul territorio. Dall’alto, arrivando con l’aereo questa differenza è evidente: capanne, case basse con il classico tetto in lamiera e poi quel colore ocra della terra, della savana che domina su tutto.

Una volta a terra la conferma: l’aeroporto è il classico scalo africano di un tempo, niente a che vedere con gli aeroporti moderni di Maputo, di Kinshasa, di Lagos. Juba è una città con il coprifuoco.

Prima della firma del cessate il fuoco si parlava di un attacco alla città di migliaia di giovani nuer, l’etnia dell’ex presidente Riek Machar. Ora quel pericolo è tramontato ma la possibilità di attentati, o di incursioni è ancora alto. E poi il regime teme complotti, alleanze che potrebbero avere interesse a cambiare tutto.

I primi commenti a questa situazione raccolti qui a Juba sono eloquenti: quasi nessuno crede alla fine della guerra o alla tenuta del cessate il fuoco. La tregua, si dice, è stata raggiunta sotto la pressione internazionale, sul territorio combattimenti continuano e i profughi, gli sfollati interni continuano ad attraversare il paese senza nessun aiuto.

Insomma, in Sud Sudan la partita è ancora tutta da giocare. E la situazione umanitaria peggiora ogni giorno.

A Juba oggi è piovuto, un fatto insolito in questa stagione e adesso c’è un tramonto mozzafiato, come solo questo territorio sa produrre. Un incanto avvelenato dalla guerra.

2 comments for “In diretta dal Sud Sudan: Juba

  1. Vittorio Parigi
    8 febbraio 2014 at 18:30

    In gennaio da Uganda siamo saliti a Jiuba , Borr poi entrati in Kenya a Lokikokio . E’ stato un viaggio molto interessante ,con la guerra che ha creato disastri enormi nelle popolazioni , abbiamo trovato una situazione + normale e molto bella ,interessante in villaggi sulle montagne andando verso il Kenya .E’ veramente un peccato che la situazione stia peggiorando !!

    • Vittorio Parigi
      8 febbraio 2014 at 18:33

      Correzione!!! Gennaio 2013!! ns. viaggio in Sudan

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