Pozzo a Zama Ciad

La gente di Zama e l’opportunità da non perdere

Si chiama Zama ed è un villaggio di poche centinaia di abitanti. Per arrivarvi si deve uscire dalla strada principale, una grossa arteria che taglia a metà il paese è collega l’estremo occidente, Ndjamena, e l’estremo oriente, Abeche. All’altezza di Mongo si taglia verso l’interno e con il fuoristrada si scavalcano una serie di dossi e il letto prosciugato di un torrente all’interno del quale un gruppo di ragazzi ha scavato una profonda buca alla ricerca di acqua. Mentre loro lavorano alcune donne attendono con le taniche colorate che la preziosa acqua faccia la sua comparsa.

Qui l’acqua è Il principale problema. È la stagione secca, fa un caldo torrido e uomini e territorio sono assetati. Tra poco la stagione delle piogge riverserà grandi quantità di acqua che però passeranno su questa terra in un periodo troppo breve e con troppa irruenza per produrre i benefici sperati.

Così la popolazione di questo piccolo villaggio si è data da fare. Ha fatto una serie di dighe artigianali, barrage si chiamano qui, con pietre e massi in modo da rallentare il corso impetuoso dell’acqua che precipita, letteralmente, dalle montagne che si vedono all’orizzonte e in modo da rallentare anche il fenomeno di erosione del territorio. Un lavoro enorme, faticoso, sotto un sole impietoso. Ma anche un lavoro di grande perizia, quasi di ingegneria.

Chi dice che in Africa si lavora troppo lentamente, che la popolazione non ha l’industriosità necessaria per fare fronte alla natura, che non c’è il dinamismo che ha permesso all’occidente di svilupparsi non ha visto la determinatezza di questo villaggio e la capacità cooperativa con la quale affrontano un clima che fiaccherebbe in modo devastante le efficienti popolazioni europee.

Da dove arriva questa determinazione e questa volontà? Ancora una volta dalla necessità di poter usufruire dei prodotti della terra. Il villaggio di Zama e la sua gente aderiscono al progetto della Banca dei cereali con la quale possono fare fronte all’alternanza di stagioni produttive e meno produttive. Ma per poter mettere in sicurezza qualche sacco di sorgo è necessario che la produzione sia adeguata. Ecco allora che trattenere l’acqua sulla terra diventa essenziale. E i barrage, queste dighe sono un tentativo di trattenere l’acqua e aumentare la produzione che significa, in altre parole, mettere in sicurezza dal punto di vista alimentare il villaggio.

Ecco come vanno le cose. Ancora una volta terra, acqua e uomo costituiscono gli elementi essenziali per lo sviluppo umano. Qui a Zama la gente lo ha capito e ha interpretato la geniale idea delle banche dei cereali come una opportunità da non perdere.

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