La parabola di un uomo e di un partito

Si chiama Cyril Ramaphosa ed è il nuovo vice presidente dell’African National Congress. E’ stato eletto, nel congresso che si è appena concluso, con oltre 3000 voti. Di sicuro, l’uomo che sarà il vice di Jacob Zuma nell’Anc e, dal 2014, potrebbe esserlo nel paese non è uno qualunque.

Divenne famoso negli anni ’80, quando alla guida del più importante sindacato dei minatori promosse una serie di scioperi contro il regime segregazionista. C’era lui accanto a Nelson Mandela affacciato a un balcone di Città del Capo, dopo la liberazione dello storico leader della lotta anti-apartheid. In quegli anni fu uno dei protagonisti dei negoziati tra l’Anc e i dirigenti del regime, che portarono alle elezioni democratiche del 1994.

Poi, però, lasciò la politica per l’impresa accumulando in pochi anni una vera e propria fortuna. Ora siede nel consiglio di amministrazione della Lonmin, una delle multinazionali minerarie più ricche e importanti per l’estrazione e la commercializzazione del platino. Non una multinazionale qualunque, ma quella che il 16 agosto chiamò la polizia a Marikana per sparare ad altezza d’uomo sui minatori che chiedevano salari meno bassi e condizioni di vita più dignitose. Ne morirono decine e fu la strage più grave dalla fine del regime segregazionista ed è avvenuta nel momento culminante di un’ondata di scioperi causati da ingiustizie sociali e umiliazioni che 18 anni di democrazia (gestita dall’Anc) non sono bastati ad archiviare.

Cyril Ramaphosa è il simbolo della parabola di un partito (quello nel quale è stato eletto vice presidente) che in questi anni non ha saputo raccogliere l’eredità di una lotta eroica e trasformarla in conquiste concrete, tangibili per la popolazione di neri che avevano creduto in quello che è stato il partito di Nelson Mandela.

Non c’è nulla di male ad abbandonare la politica attiva e scegliere di diventare un affarista. Non c’è nemmeno nulla di male a sedere nel Consiglio di Amministrazione di una multinazionale come la Lonmin. Ma è significativo che un ex sindacalista accetti di sedere (e ottenga tanti voti anche per questo) nel Consiglio di Amministrazione di una impresa che si è fatta difendere dalla polizia che ha sparato ad altezza d’uomo e ha ucciso 34 minatori. Negli anni ottanta il sindacalista Cyril Ramaphosa stava dall’altra parte. Cosa avrebbe detto?

Oggi è vice presidente dell’Anc e sarà vice presidente del Sudafrica. Evidentemente è cambiato lui ed è cambiato il partito che fu di Nelson Mandela. Che si sappia.

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