L’Africa cresce, ma i poveri non diminuiscono

images“Le economie dell’Africa Sub_Sahariana stanno crescendo a una media del 5% l’anno ma questo incremento non si è traduce in una diminuzione della povertà”.

E’ il risultato di un sondaggio-ricerca di Afrobarometro, un progetto di ricerca nato dalla collaborazione di università del continente, dall’Istituto per la democrazia in Sudafrica e del Centro del Ghana per lo sviluppo democratico. Uno studio su questi temi è effettuato e pubblicato una volta ogni tre anni dal 1999 e si basa su 50 mila interviste realizzate in 34 paesi del continente. Si tratta, dunque, di un sondaggio assolutamente credibile. Ne riportiamo di seguito alcune citazioni integrali:

Far fronte ai propri bisogni quotidiani resta una sfida che non sempre si conclude con il successo per la maggioranza degli africani anche in una fase nella quale i loro paesi stanno realizzando progressi economici di rilievo. La povertà vissuta resta pervasiva. A due anni dallo scadere degli Obiettivi di sviluppo del millennio fissati dall’Onu si evidenzia che un africano su cinque ‘di frequente’ non ha da mangiare, disponibilità di acqua potabile o accesso a servizi di assistenza sanitaria. Una persona su due, invece, sperimenterebbe questo tipo di privazioni ‘occasionalmente’. O la crescita economica non ha raggiunto le persone comuni e non si è tradotta in una riduzione della povertà. Oppure ci sono motivi per chiedersi se gli incrementi produttivi si siano verificati davvero”.

Secondo la parte dello studio dedicata al sondaggio, a ritenere che le condizioni dell’economia del proprio paese siano ‘cattive’ o ‘molto cattive’ è il 53% degli africani. A dare un giudizio positivo, invece, sarebbe stata solo una persona su tre.

Si tratta di dati e valutazioni che dovrebbero fare riflettere tutti coloro che valutano miracolose le crescite economiche di una buona parte dei paesi del continente. Dovrebbero rendere chiaro che la crescita non si traduce automaticamente in sviluppo.

Perché ciò avvenga ci vuole una classe politica che abbia un vero consenso popolare e che distribuisca realmente la ricchezza, ci vuole che nei paesi nascano industrie di trasformazione. In ancora troppi paesi dell’Africa invece ci sono presidenti e classi politiche al potere onnivore, che succhiano tutte le risorse e le economie di questi paesi vivono ancora troppo sulla rendita secca delle esportazioni di materie prime, minerarie o agricole. Senza contare poi che oggi i paesi cosiddetti “investitori”, cioè le potenze emergenti, che fanno la parte del leone nel continente, hanno proprio bisogno di un Africa che esporta e di classi politiche che si fanno lusingare dai cospicui capitali che entrano nelle loro economie in cambio di saccheggi mascherati da un rapporto di parità nei contratti.

1 comment for “L’Africa cresce, ma i poveri non diminuiscono

  1. 6 ottobre 2013 at 13:52

    Io, non mi intendo molto di economie, di strategie, di piani economici etc etc.. ma dall’umiltà del mio sentire, io penso che i problemi dell’Umanità andrebbero risolti avendo come centralità l’UOMO. L’uomo come espressione di una scintilla, forse Divina. Se si rispettasse l’essere umano, in ogni dove, avendo a cuore i suoi bisogni primari e vitali, approcciandosi a lui con rispetto e amore, salvaguardando sempre i valori di dignità, libertà, universalità, uguaglianza, possibilità, sicuramente avremmo un’Umanità più serena. Invece nelle realtà quotidiane di tutto il mondo la centralità viene data al denaro, al profitto, al potere, alla supremazia. Con il risultato sotto gli occhi di tutti: pochi despoti delinquenti al comando contrapposti ad un’infinità di esseri poveri, disperati, schiavizzati, infelici.

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