Land grabbing: colonialismo del terzo millennio

imagesSi parla tanto di Land Grabbing. Ma se ne parla tra esperti, tra addetti ai lavori. L’opinione pubblica non sa di cosa si tratta. Un po’ è responsabile il fatto che questo fenomeno viene designato con un “inglesismo” che contribuisce a renderlo un concetto tecnico, estraneo. E un po’ è responsabile il fatto che si parla poco di Africa, continente nel quale il Land Grabbing è un fenomeno ormai largamente diffuso.

Cominciamo allora subito a tradurre dall’inglese: Land Grabbing significa letteralmente accaparramento di terreni, cioè l’acquisizione su larga scala di terreni agricoli in paesi poveri (e spesso affamati) da parte di imprese multinazionali, governi stranieri o soggetti privati. Il fenomeno dell’accaparramento di terreni è argomento di questo blog perché ben il settanta per cento di acquisizioni di terre avviene nell’Africa Sub-Sahariana. Per “acquisizione” si intende il fatto che le terre vengono concesse in locazione per lunghi periodi o addirittura cedute, letteralmente vendute.

Multinazionali, governi o privati acquisiscono terreni per produrre bio-carburanti o per coltivare ed esportare prodotti agricoli necessari all’alimentazione di popolazioni di paesi lontani. Qualche esempio: la Corea del Sud, grande un terzo dell’Italia e sovra popolata non ha abbastanza terreni per nutrire una ben 50 milioni di abitanti. Con le proprie multinazionali o come nazione ha acquistato terre in molti paesi africani, in particolare nell’altopiano del Madagsacar dove produce biocarburanti e soia.

L’Arabia Saudita, che ha un territorio desertico non adatto all’agricoltura, ha acquistato terre sull’Altopiano Etiopico per soddisfare i bisogni di una popolazione ricca ed esigente. Nella stessa Cina il miliardo e trecentomila abitanti che, lavorando duro, hanno portato questo paese ad essere una super potenza economica, politica e militare riconosciuta ora chiedono un benessere a livelli occidentali. I politici, se vogliono rimanere al potere, devono concederlo ma, pur potendo contare su un paese grande per estensione, non hanno abbastanza terra per sfamare ben un sesto della popolazione mondiale. Hanno bisogno terre.

In Africa oltre il settanta per cento delle terre non sono coltivate. Il gioco è fatto ma…Ma questo fenomeno del Land Grabbing a pensarci bene è una sorta di nuova colonizzazione, anzi è addirittura peggiore. Il colonialismo obbligò i paesi colonizzati a specializzarsi in prodotti agricoli per l’esportazione senza badare alle esigenze alimentari della popolazione autoctona. Un paese un prodotto: Senegal-arachidi, Costa D’Avorio-cacao, Sudan-cotone, Kenya- thè, Etiopia-caffè, etc.

Oggi con l’accaparramento delle terre avviene qualcosa di simile. Sulle immense estensioni di terreni che potrebbero sfamare i locali si coltivano prodotti che serviranno ad altre popolazioni. I fautori di questo fenomeno dicono che è il libero e democratico mercato che impone questo utilizzo della terra. Allo stesso modo gli ammiratori della formidabile crescita economica di alcuni paesi africani lo definiscono un processo virtuoso perché fa entrare capitali nel paese che ne accentuano lo sviluppo.

Il fatto è che dipende da che parte si guarda: dal punto di vista degli africani (non i dittatori e le loro famiglia allargate al potere) l’accaparramento delle terre non è affatto positivo: finirà per creare conflitti interni fomentati da imprese e paesi stranieri esattamente come avviene per le materie prime minerarie contese sui mercati mondiali.

5 comments for “Land grabbing: colonialismo del terzo millennio

  1. 6 maggio 2013 at 10:11

    Ne parleremo insieme il 7 Maggio 2013 a Milano, ospiti della Facoltà di Medicina Veterinaria della Statale – Aula 1 via Celoria 10. Confermi che ci sarai anche tu, vero?
    Workshop: Esperienze dal campo . Strategie di intervento delle ONG
    in tema di sicurezza alimentare e diritti d’accesso al cibo [14,30]
    - Anna Cantafora (Dipartimento di Scienze Veterinarie e Sanità Pubblica, Università degli Studi di Milano): L’esperienza del DIVET e Terre Solidali nel Parco W
    - Novella Maifredi (COOPI): Land tenure agreement nell’area urbana e periurbana di Freetown: processo e finalizzazione
    - Ruggero Tozzo (Alisei ONG): Difesa della terra in Gabon e a São Tomé e Principe
    - Giuseppe De Santis e Serena Arduino (ACRA-CCS): Land grabbing e implicazioni non convenzionali per il diritto all’acqua e alla terra: caso studio in Tanzania
    – Claudia Cui (COSV): Supporto alla sicurezza alimentare in Ecuador e Perù
    –  Paolo Groppo (FAO, Land and Water Division Officer): Accesso alla terra e tutela dei gruppi marginalizzati
    Proiezione del video Divet / CTU «Biodiversità e allevamento in Niger. Il Parco W»
    Moderatore: Simone Sala (Columbia University / MIT)

    Tavola Rotonda: Obiettivo informare . Agency d’Accademia,
    Società civile, Giornalismo e Politica europea
    - Giosué de Salvo (Manitese) – La campagna “Food for World”
    - Francesca Santapaola (Istituto Oikos) – La campagna europea “The – Food We Want”
    - Roberto Sensi (ActionAid) – Le campagne di ActionAid
    - Riccardo Facchini (Amnesty International)
    - Gian Paolo Musumeci (Radio 24 – Il Sole 24 Ore)
    - Raffaele Masto (Radio Popolare)
    - Cristiana Fiamingo (SIII—Università degli Studi di Milano)
    - Patrizia Toia (Parlamentare Unione Europea)
    - Paolo Groppo (FAO—Land and Water Division Officer)
    - Glauco Calzuola (EuropeAid)
    Moderatore: Andrea Calori (Presidente di Urgenci)

  2. giovanna robert
    12 maggio 2013 at 08:07

    Gli Ebrei in Palestina fecero lo stesso nell’ ottocento, comprarono terreni dagli Ottomani e cacciarono regolarmente i coloni locali che erano poveri in canna! Per così dire : ” le radici dell’odio”……dopo aver dato fuoco alle polveri, non stupiamoci dell’esplosione!

  3. 12 maggio 2013 at 13:01

    Può una ONG essere responsabile della truffa nel campo dell’edilizia sociale?

    Il progetto di Ravenna: http://matteo-equilibrio1.blogspot.com/2013/02/la-politica-trasforma-un-sogno-in-un.html
    Ho pubblicato un articolo dal titolo: Fermo amministrativo ad Alisei ONG
    http://matteo-equilibrio1.blogspot.it/
    @autocostruttore

  4. www
    4 settembre 2013 at 13:03

    I don’t even know how I ended up here, but I
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