L’eterna politica estera della Francia in Africa

imagesChe ci sia Hollande o Sarkozy, Mitterand o Chirac la politica estera francese non cambia. Questa legge è ancora più ferrea per quanto riguarda la politica francese in Africa. Hollande lo ha dimostrato alle celebrazioni per i cinquanta anni dell’Unione Africana ad Addis Abeba. Unico leader europeo presente al summit ha invitato tutti i leader africani a Parigi, a fine anno, per una conferenza sulla sicurezza, sulla pace, sul terrorismo.

Una bella mossa. La mossa di una potenza che ha ancora un forte potere di influenza politica ed economica nel continente e non vuole perderla di fronte all’aggressività della Cina e dei BRICS. La Francia non è nuova a iniziative del genere. Parigi ha ospitato vertici dell’Africa Occidentale, dell’Area del Franco CFA, trattative di pace di diverse crisi africane.

Ma l’iniziativa di Hollande va oltre. Sembra una di quelle inziative di Mao, negli anni sessanta, quando il leader cinese invitava a Pechino i presidenti africani freschi di indipendenza. A quei tempi era una questione politica. L’era degli investimenti massicci cinesi in Africa era ancora lontana.

Oggi per Hollande la questione è al contempo politica ed economica. La proposta del presidente francese è una sorta di dichiarazione di guerra alle potenze emergenti che stanno espandendo la loro presenza in Africa a danno delle vecchie potenze europee e nordamericane. Hollande dice in sostanza che la Francia resisterà.

Il presidente francese ha dimostrato, prima ancora di presentarsi ad Addis Abeba, di non lesinare mezzi e investimenti. Parigi in meno di due anni è intervenuta in Libia, in Costa d’Avorio, in Mali e, con l’ultimo blitz, anche in Niger.

I tempi però sono cambiati. Hollande non ha ricevuto risposte sul suo invito a Parigi per fine anno.

In compenso la Cina, che nell’ultimo decennio ha investito miliardi in Africa, è stato l’unico paese ad essere ringraziato pubblicamente dai leader africani. Il primo ministro etiopico, che ospitava la conferenza, ha espresso dal palco la sua più profonda riconoscenza a Pechino che investe nel continente per sostenere gli sforzi volti a sviluppare le infrastrutture africane.

Insomma per la Francia mantenere le posizioni non sarà un gioco da ragazzi.

1 comment for “L’eterna politica estera della Francia in Africa

  1. Enrico Muratore
    26 maggio 2013 at 12:26

    Passeremo dalla francofonia alla cinofonia ben presto… e il peggio è che non parlo una parola di cinese… Saluti, Enrico

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