L’ultima lezione di Madiba

downloadIn una intervista ieri alla Cnn la figlia maggiore di Mandela, Makaziwe, ha detto che nella cultura Tembu “non si lascia andare via una persona fino a quando questa non lo abbia chiesto. Mio padre finora non lo ha fatto”.

I bollettini medici parlano di un uomo ormai in stato critico. Non hanno detto in uno stato irreversibile, ma dopo ormai 18 giorni di ospedale durante i quali lo stato di salute di Madiba, invece di rispondere alle cure e di migliorare è andato peggiorando, è fuori luogo farsi illusioni.

“Mio padre” – ha detto ancora la figlia – “vuole vivere, apre gli occhi e ci riconosce”.

Forse anche questo è un messaggio di Madiba. Non sappiamo quanto sia lucido, non sappiamo se abbia ancora la forza di fare del suo comportamento un esempio, un modo di parlare delle cose della vita, anche di quelle più delicate. Non lo sappiamo e non lo sapremo mai.

Ma mi piace pensare che questa dignità di fronte alla malattia, questo dimostrare di sapere stare di fronte, e attraversare, la sofferenza, sia un ultimo profondo messaggio di questo grande uomo.

Se così fosse non credo che il messaggio sia quello che l’uomo non ha il diritto di scegliere quando vuole farla finita. Credo invece che il messaggio sia la dignità. La capacità di affrontare ciò che la vita ci passa senza soccombere prima del tempo.

Del resto questa è stata una costante nella vita di Mandela: i processi, il carcere lunghissimo, una vita, le vicende familiari che non devono essere state facili, la morte di parenti, una figlia e di un fratello. Quest’ultimo morto di AIDS che Mandela non volle tenere nascosto, come si fa spesso in Africa perché si considera questa malattia infamante. Madiba apparve in pubblico e disse senza mezzi termini che il fratello era morto di Aids e approfittò per fare un appello alla prevenzione.

Ecco, la dignità di fronte al dolore, alla sofferenza e anche alla morte.

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