L’uscita di scena di Terminator

imagesE due!. Il primo a cercare rifugio in Ruanda era stato nel 2009 Laurent Nkunda, anche lui un tutsi, anche lui un generale, anche lui comandante di una milizia che combatteva contro le forze regolari del Congo, anche lui con base nel nord Kivu, per la precisione nei dintorni della capitale provinciale Goma. Questa volta è stata la volta di Bosco Ntaganda a consegnarsi a Kigali, come Laurent Nkunda. Unica differenza che Bosco Ntaganda si sarebbe consegnato all’ambasciata americana a Kigali, anche se gli americani non hanno ancora confermato.

Bosco Ntaganda, soprannominato “Terminator” è ricercato dalla Corte Internazionale dell’Aja con una sfilza di accuse: arruolamento di bambini soldato, omicidio, persecuzioni su base etnica e stupri commessi nel suo raggio d’azione, cioè le regioni orientali della Repubblica Democratica del Congo. Nel caso finisse nelle mani del Tribunale dell’Aja non avrebbe scampo, le prove contro di lui sono schiaccianti: nel novembre del 2008 una troupe televisiva filmò i suoi uomini in un villaggio ad un centinaio di chilometri da Goma dove furono massacrati in un giorno solo 150 persone, tutti civili e tra loro molti adolescenti.

Secondo molti osservatori delle vicende politiche e sociali della Regione dei Grandi Laghi, sia Laurent Nkunda che Bosco Ntaganda erano sostenuti politicamente, militarmente e logisticamente dal Ruanda in primo luogo e anche dall’Uganda. Kigali e Kampala in questi anni avrebbero fatto il doppio gioco, cioè avrebbero finanziato la ribellione e l’instabilità nell’Est del Congo pur apparendo come paesi che partecipavano al processo di mediazione per un accordo tra ribelli e governo congolese.

Il fatto che Nkunda (che formalmente era stato arrestato) e Ntaganda abbiano cercato rifugio entrambi a Kigali corrobora questa tesi, se ancora ci fosse bisogno di corroborarla.

Questa vicenda ci insegna che di uomini come Nkunda e Ntaganda ce n’è sempre bisogno. Il Ruanda ne macina in continuazione, ne ha una scorta e ne butta uno nella mischia ogni volta che ne ha bisogno. Salvo poi scaricarlo, con una formula o con un’altra.

La consegna di Bosco Ntaganda è il risultato di una lotta intestina all’inerno del Movimento M23 tra l’ala “moderata”, guidata dal nuovo uomo dei Grandi Laghi, Sultani Makenga, e ciò che fino agli accordi recenti ha rappresentato il Movimento M23 che sulla carta dovrebbe adesso cambiare pelle.

L’uscita di scena di Terminator dunque potrebbe segnare una svolta nel complicato processo di pacificazione di questa turbolenta e magnifica regione del Grandi Laghi. Sul piano umano resta una domanda: verrà consegnato al Tribunale dell’Aja? O il compenso per questi anni di “lavoro” (e per una uscita di scena così ordinata) comprende anche un salvacondotto?

2 comments for “L’uscita di scena di Terminator

  1. 20 marzo 2013 at 10:27

    Caro Masto,
    i suoi racconti delle vicende africane sono bellissimi oltre che molto istruttivi.
    Però, anche adesso, leggendo il suo articolo, faccio fatica a rendermi conto di dove si trovi il Congo, dove il Ruanda e via dicendo. Sono quindi costretto, nella mia ignoranza, a colmarla spostandomi poi su Google Hearth per vedere dove si trovino quegli stati (l’Africa è grande !). Ma il suo articolo passa poi quasi in secondo piano.
    Allora mi permetto di chiederle se è possibile mettere sempre, vicino alla foto iniziale dell’articolo, anche una piccola piantina geografica che metta in evidenza la zona interessata.
    Per me sarebbe più comodo e di immediata collocazione del contenuto dell’articolo con la zona. Non so se vale anche per gli altri lettori…
    La ringrazio e la saluto cordialmente,

  2. Piero
    22 marzo 2013 at 14:41

    Il generale si consegna agli USA e sarà trasferito all’AIA
    http://www.bbc.co.uk/news/world-africa-21899626
    Finalmente una notizia in senso opposto nella martoriata Repubblica Democratica del Congo, segno che qualche volta le responsabilità vengono punite.
    Forse il Rwanda non si poteva permettere di ospitare anche un personaggio così scomodo dopo Nkunda; ho letto anche che in realtà Bosco Ntaganda è sfuggito all’arresto rwandese e si è poi “rifugiato” presso l’ambasciata USA in Rwanda chiedendo di essere subito trasferito alla Corte Penale Internazionale.
    Perché si è consegnato? Quale è il ruolo del Rwanda ? Quando sarà sotto processo farà dichiarazioni compromettenti ? Che ne sarà del movimento M23 ?
    Certamente sono cose lontane, lontanissime dal quotidiano italiano,… notizie che apparentemente ci riguardano poco, pero’ bisogna ammettere che sono vicende intricate ed avvincenti, degne di una (triste) spy story dei giorni nostri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *