Mission: una (costosa) informazione sentimentale

indexIeri sera, Rai Uno, ore ventuno, è andata in onda la prima puntata di Mission. Non conosco i dati di ascolto ma immagino che siano alti. Per la Rai, per l’Alto commissariato Onu per i Rifugiati, per Intersos un successo, anche economico perché suppongo che la raccolta fondi, più volte sollecitata da studio, sia andata bene.

Resta da capire se una trasmissione così è un successo per l’informazione, cioè se produce più conoscenza in una opinione pubblica generica e se questa si traduce in un vantaggio per i rifugiati.

Personalmente ho molti dubbi. Guardando le immagini e ascoltando le parole provenienti dai campi in Giordania e in Mali sembrava che i rifugiati fossero il prodotto generico dei mali del mondo. Non una parola su che cosa è il conflitto in Siria, su quali sono le parti che vi si confrontano, quali gli interessi in gioco.

Stessa cosa per il Mali. Sembrava che al Nord ci fossero delle persone cattive che tagliavano mani e stupravano. Chi erano? Perché lo facevano? Da dove venivano?

Quel target generico di pubblico che, nelle intenzioni sbandierate, doveva essere informato ne sa come prima sulle guerre che producono rifugiati, profughi e sfollati.

Personalmente penso che questo è proprio l’aspetto sul quale si dovrebbe concentrare l’informazione che, ovviamente, non può essere fatta da qualche Vip paracadutato sul posto per qualche giorno.

Speriamo ora che la Rai faccia il seguito. Cioè proponga in prima serata, con lo stesso clamore, la stessa tenacia e gli stessi investimenti documentari e servizi sulla parte che manca.

Giornalisti in grado di farlo (a costi infinitamente inferiori di quelli spesi per fare una puntata di Mission)non mancano, né tra le fila dei suoi dipendenti e nemmeno tra i free lance che tutti i giorni propongono (senza nemmeno essere ascoltati) lavori di questo tipo.

Mission potrebbe fare da traino perché sono certo che il pubblico che ha visto la trasmissione delle domande se le è fatta e magari vorrebbe delle risposte competenti, non solo la commozione di Al Bano e delle figlie.

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