Obama in Africa. Ecco l’America!

imagesUn piano energetico da sette miliardi di dollari per incrementare la produzione di elettricità in Africa Sub sahariana e un summit che si terrà negli Stati Uniti l’anno prossimo di tutti i capi di stato delle nazioni sub sahariane.

L’iniziativa americana in Africa si è, alla fine, concretizzata. Ed è una iniziatica che, pur puntando a contrastare l’egemonia cinese e dei Brics, si distingue in modo significativo dai metodi e dalla sostanza di questi paesi cosiddetti emergenti.

In primo luogo il piano energetico non è rivolto ad un solo paese ma all’intera Africa Sub Sahariana, come dire che si tratta di una iniziativa integrata che necessità di cooperazione continentale. La Casa Bianca poteva decidere di investire un miliardo di dollari in sette paesi diversi. Avrebbe fatto concorrenza alla Cina e avrebbe “avvicinato” a sé sette nazioni. Pechino avrebbe fatto così. Anzi, Pechino fa così.

E’ vero, non è detto che poi alla fine anche gli Stati Uniti non faranno così. Quello di Obama per ora è un annuncio generico che dovrà concretizzarsi. Ma anche l’annuncio conta qualcosa e da questo sembrerebbe di capire che La Casa Bianca vuole realizzare una cooperazione continentale e non con una serie di paesi mantenuti separati, spesso, con una precisa finalità.

Obama ha aspettato di essere in Sudafrica per fare questo annuncio che è una sorta di dichiarazione ai paesi dei BRICS, Cina in testa, che l’Africa interessa anche agli Stati Uniti. Il fatto che l’annuncio venga dal Sudafrica ha due possibili significati: il primo è che Obama non ha voluto farlo da nessun altro paese per non alimentare speculazioni sul fatto che la Casa Bianca ha una nazione privilegiata e obiettivi strategico-politici occulti.

Il secondo è il fatto che Washington, di fatto, ha un paese privilegiato, il Sudafrica, appunto. Un grande investitore in Africa, membro dei cosiddetti BRICS e ottimo grimaldello per aprire i mercati alle imprese americane. Di fatto Obama chiede al Sudafrica di giocare in squadra, di fare joint Venture e di costituire una valida alternativa all’onnipotente Cina.

Il Sudafrica, per quel che si capisce, sembra stare al gioco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *