E’ morto Papa Wemba, crollato sul palco dove si stava esibendo ad Abidjan in Costa d’Avorio.

Jules Hungu Wembadio Pene Kikumba, era questo il suo vero nome, era nato nel 1949 a Lubefu, nel distretto di Sankur, è stato uno dei musicisti più celebri mai nati nella Repubblica Democratica nel Congo. Lo chiamavano “l’usignolo” o “il Johnny Hallyday africano”: ha cominciato a farsi notare negli anni ’60 con la band Zaiko Langa Langa, una vera e propria fucina di talenti. È stato proprio in questi anni che Papa Wemba ha messo a punto quella sua particolare formula di rumba africana che gli ha dato la fama internazionale: già negli anni ’70 il primo successo, “Choucouna”.

A metà degli anni ’70, insieme a Evoloko Lay Lay, Mavuela Somo e Bozi Boziana, ha fondato una nuova big band, la Isifi Lokole (Isifi è l’acronimo di “Institut du Savoir Ideologique pour la Formation des Idoles”), formazione di grande successo grazie a brani come “Amazone”. Fu anche il “principe” della SAPE(Société des Ambianceurs et des Personnes Elégantes), movimento di cui fu uno degli iniziatori nello Zaire degli anni ’70 e caratterizzato da audaci abbigliamenti con capi di lusso, firmati dai grandi marchi.

Artista che ha saputo interpretare in modo impeccabile i tempi e la musica. Quando si trasferì a Parigi, infatti mantenne due formazioni: Viva la Vita a Kinshasa e Viva Tendance a Parigi: con la prima rimaneva legato alla rumba africana, con la seconda era più in linea con i suoni “World” e i gusti europei e occidentali. Papa Wemba è stato un vero rapprsentante dell’Africa. Ha incarnato la la creatività, la cultura, l’ironia. Ecco a questo link uno dei suoi brani più famosi e che meglio lo rappresentano.