Perché parlare di Africa?

Ma perché mai di questi tempi dovremmo occuparci di Africa? Con l’Italia che rischia di uscire dall’Eurozona, con lo spettro della Grecia che aleggia sulla nostra economia, con una classe politica che rischia di farci finire come l’Argentina di qualche anno fa, con le banche che non davano più soldi anche a chi ce li aveva depositati per anni. Insomma, di problemi impellenti che riguardano la nostra vita ce ne sono in abbondanza. Perché l’Africa?

La mia risposta è che ci conviene. L’Africa è più vicina alla nostra vita e alla nostra attualità di quanto sospettiamo. Non lo dobbiamo fare per buonismo o per correttezza politica, ma per opportunismo.

Buona parte delle materie prime che usiamo quotidianamente vengono dall’Africa (oro, rame, bauxite…ma non solo minerali: cotone, caffè, cacao, thè…) e di solito le abbiamo pagate molto meno di ciò che valgono.

Se le pagassimo il giusto prezzo quante aziende della trasformazione che risiedono in Europa non starebbero più sul mercato?

Noi buonisti politicamente corretti difenderemmo poi i posti di lavoro…

E poi ci conviene parlare d’Africa perché ormai l’Africa è qui da noi, nelle nostre città, nelle nostre imprese, nelle nostre scuole. E gli africani prima o poi saranno i vincenti: sono giovani, belli, hanno una voglia di vivere formidabile mentre l’Europa che li ospita (spesso molto male) è un continente decadente, anziano, timoroso e prudente. Arginare gli africani significa fare una guerra… che perderemo. Conviene conoscerli, accoglierli, collaborare

Insomma questo blog vuole contribuire a fare emergere contraddizioni. Come? Parlando di Africa, della sua società civile, delle sue crisi, delle sue guerre, delle sue onnivore classi dirigenti e delle nostre che spesso le sostengono.

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