Quegli ingombranti sacchi neri sugli scogli di Ventimiglia

Quegli ingombranti sacchi neri sugli scogli di Ventimiglia

migrantiNon è proprio un bello spettacolo quello che in queste ore Francia e Italia stanno offrendo al mondo sulla frontiera di Ventimiglia. Il palleggiamento dei profughi, come fossero sacchi neri della spazzatura fuori dai ristoranti, trasmette un messaggio tremendo: ci sono umani indesiderati, che nessuno vuole, che se fossero morti in mare o da qualche altra parte in un paese dittatoriale ci avrebbe fatto più piacere. Avremmo ringraziato i militari o i politici responsabili della loro eliminazione. Basta non vederli sulle nostre frontiere.

Eppure quei profughi sono un nostro prodotto, sono il negativo fotografico del nostro sviluppo e del nostro benessere.

Sono perfettamente cosciente che un conto è affermare o proporre riflessioni di principio (come quelle delle righe precedenti) e un altro conto è avere delle politiche concrete in grado di affrontare un fenomeno come quello migratorio. Ma dovremmo almeno farci illuminare, nella costruzione di una politica dell’accoglienza, da riflessioni e pensieri che sono sotto gli occhi di tutti: Quei profughi, quei sacchi della spazzatura sono il nostro prodotto. Sono il frutto dei nostri tempi, il risultato del nostro modello di sviluppo.

Credo proprio non ci sia bisogno di spiegare o di motivare il perché di queste affermazioni: i paesi dai quali questi umani provengono sono ricchi, ricchissimi di materie prime minerarie e agricole. Ma i beneficiari di quelle ricchezze, nel nostro modello di sviluppo, sono paesi e popolazioni lontane, che non le possiedono. E quei paesi che ne beneficiano si sono inventati tutto nella storia per giustificare il loro sfruttamento: schiavitù, colonialismo, scambio ineguale… e continuiamo: Land Grabbing, accordi commerciali, dumping….

Oggi si apre in Sudafrica il vertice annuale dell’Unione Africana. Sapete quale è uno dei temi principali del dibattito dei 54 paesi che vi partecipano? Le migrazioni! Quali? Quelle verso l’Europa? No, niente affatto.

Le migrazioni verso il Sudafrica perché anche questo paese ha un problema con i cittadini delle nazioni confinanti (ma non solo) che vedono nel Sudafrica una nazione con maggiori opportunità. Il paese di Mandela ha infatti migliaia di immigrati dello Zimbabwe, dello Zambia, del Botswana ma anche del Corno d’Africa, eritrei, somali ed etiopi. Proprio come da noi.

E’ una dimostrazione che il problema migratorio non è gestibile e governabile con politiche repressive burocratiche o poliziesche. Da che mondo è mondo gli umani si spostano da dove c’è povertà verso dove c’è ricchezza. Continueranno a farlo, a nord e a sud dell’Africa.

L’unico modo per arrestare queste migrazioni sono le politiche del riequilibrio e della giustizia commerciale, economica e politica. Aveva ragione la Lega: “aiutiamoli a casa loro”, ma sapendo che dovremo restituire almeno una parte del maltolto in termini di ricchezza e benessere (nostro).

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