Religione: il nervo scoperto delle guerre

Religione: il nervo scoperto delle guerre

Africa.jpgL’Africa per il terrorismo internazionale non è solo un teatro marginale, dove le grandi forze si scontrano magari per procura come è avvenuto, in passato, per il blocco sovietico da una parte e quello occidentale dall’altra, oppure per le potenze europee che, fino a qualche decennio fa, hanno visto l’Africa più come un serbatoio di materie prime che come un mercato.

Per il terrorismo l’Africa è uno scenario ed è contesa anche per le stesse forze che costituiscono il jihadismo mondiale, cioè il cartello di Al Qaeda e quello dello Stato Islamico.

E in questo conflitto ormai entrano anche contesti e paesi insospettabili. Nazioni che qualche tempo fa avremmo definito immuni da un potenziale conflitto religioso tra musulmani e cristiani. L’esempio della Repubblica Centroafricana è sotto gli occhi di tutti: islamici in netta minoranza e più che tolleranti, eppure oggi il conflitto nel paese è un conflitto, sulla carta, tra musulmani e cristiani.

A tutto questo si somma il fatto che da insospettabili paesi arrivano notizie di movimenti e infiltrazioni islamiche. Per esempio dal Ruanda, piccolo paese tra i più evangelizzati d’Africa, con una popolazione a stragrande maggioranza cristiana. Nei giorni scorsi la polizia ha reso noto di avere neutralizzato con una serie di arresti una rete che puntava a reclutare giovani da inviare a combattere con l’Isis in Iraq e Siria. Gli arresti avvengono dopo l’uccisione di un Imam, Muhammad Mugemangango, che i funzionari ruandesi hanno immaginato fosse il capo delle rete di reclutatori.

Altro paese insospettabile è il Senegal. Le autorità hanno reso noto solo ora che nella seconda metà del 2015 sono stati arrestati numerosi civili e Imam sospettati di legami con gruppi jihadisti. Nelle settimane scorse poi l’autorevole settimanale Jeune Afrique ha scritto sul suo sito che a Dakar sarebbe stato smantellato un nucleo di jihadisti senegalesi che avrebbe dovuto creare una cellula di Boko Haram in Senegal paese con una popolazione a maggioranza musulmana, ma di un Islam storicamente più che moderato e tollerante.

Inevitabile chiedersi cosa sta accadendo. La risposta che c’è la religione alla base di tutto ciò non soddisfa affatto. Evidentemente ci sono forze che sfruttano la religione per seminare conflitti e contrasti e creare equilibri e contesti a loro favorevoli. Quali forze? Quali equilibri futuri? E’ questa la grande domanda che per ora ha risposte frammentarie e parziali.

2 comments for “Religione: il nervo scoperto delle guerre

  1. 16 settembre 2017 at 21:50

    Grazie mille dell’articolo. è geniale… Buon lavoro !

  2. 25 settembre 2017 at 18:41

    Grazie e buon lavoro!

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