Senza speranza a chi?

Immagine 090 copiaJCW commenta, da Johannesburg, il mio post del 29 gennaio 2013 dal titolo “Golpe? Ribellione? Per il regime eritreo solo terrorismo, naturalmente”. Chi volesse leggere il commento integrale lo trova in calce all’articolo.
E’ un commento che ho apprezzato. Come pure ho apprezzato la richiesta: “le chiederei di chiarire la seguente frase: fortunatamente esistono paesi africani dove democrazia e multipartitismo cercano di farsi strada e vincono qualche battaglia”. JWC mi chiede anche di esplicitare “il concetto oltre la retorica così, anziché accettare incoscientemente un proclama, i suoi lettori possano parlare di fatti ed esempi concreti”.
Queste richieste, acute e legittime, mi hanno fatto piacere perché tra le righe ci ho letto una critica che spesso io stesso faccio a quanti si mostrano ottimisti sul futuro dell’Africa fondato sulla crescita economica, sulla nascita di una classe media, sull’allargarsi della democrazia, sul multipartitismo sempre più diffuso.

Se capisco bene sono d’accordo con JCW che contesta questi successi. L’Africa è ancora piena di dittatori, le classi medie sono spesso l’espandersi smisurato degli entourage delle classi politiche al potere, le elezioni sono sempre vinte dal presidente in carica (che comunque se perde non se ne va), pochi paesi hanno industrie di trasformazione delle materie prime e restano solo esportatori di ricchezze minerarie o agricole e devono poi acquistare sui mercati internazionali i prodotti finiti.

Ma allora, mi contesterà JCW, perché mai ho scritto quella frase – “fortunatamente esistono paesi africani dove democrazia e multipartitismo cercano di farsi strada e vincono qualche battaglia” – che sembra essere smentita dai fatti che ho appena elencato?
E’ vero, se guardiamo al continente nel suo complesso quella frase è fuori posto. Però qualcosa che consenta una cauta – molto cauta, sono consapevole – speranza c’è: viaggiando in Africa incontro una società civile vivace, competente, attenta, con tanta voglia di conoscere. Questa è una speranza.

E poi, qualche paese dove questa società ha potuto mettersi alla prova c’è: in Ghana il presidente ha perso le elezioni e se ne è andato, la Tanzania è un paese stabile politicamente da tempo, La Sierra Leone è promettente da questo punto di vista come pure la Liberia. Poco, certamente ma si tratta di situazione nelle quali, con tanti difetti, “multipartitismo e democrazia cercano di farsi strada e vincono qualche battaglia”, almeno lo spero.

5 comments for “Senza speranza a chi?

  1. 31 gennaio 2013 at 22:12

    Agli esempi positivi si può aggiungere il Senegal. Lo scorso anno questo Paese ha dato grande prova di democrazia in occasione delle elezioni.

  2. Teresa
    1 febbraio 2013 at 11:51

    Non conosco l´Africa purtroppo, ma molti africani sí. E sono tutte persone ottimiste e gentili, a dispetto delle condizioni difficili che spesso vivono da immigrati. Questo francamente e´ la vera sorpresa. Non gli manca mai il sorriso, forse Raffaele il tuo cauto ottimismo sul futuro dell´Africa in cammino verso la stabilizzazione politica economica e sociale deriva da questo? Dalla vitalitá estrema che emanano tutte queste persone e che a noi tutto sommato in parte manca? Ho visto lo stesso in Amazzonia, povertá dignitosa unita a serenitá e sorrisi, un ottimismo inspiegabile se solo si considerano oggettivamente i loro parametri di vita con i nostri strumenti culturali.

  3. matteo
    1 febbraio 2013 at 12:59

    anche in Italia si dice: la politica è corrotta ma per fortuna la società civile è viva e forte . Peccato che ” societa civile” voglia dire tutto e il contrario di tutto e spesso è una parola vuota

  4. Antonio
    1 febbraio 2013 at 14:48

    Aggiungerei ai paesi a stabilità democratica anche Capo Verde.

  5. 2 febbraio 2013 at 18:08

    Sono ottimista e, sebbene la strada sia lunga, le attuali tecnologie di comunicazione daranno a questo continente conoscenza e sviluppo in meno di quel che si pensa.

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