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Pragmatismo e interessi delle missioni militari: il caso Mali

imagesPartecipare o promuovere una missione militare internazionale non è solo un atto di altruismo per riportare la democrazia in un paese minacciato o, secondo un altro punto di vista, un tentativo di influenzare gli equilibri geo-strategici interni o della regione.

Per capire quali vantaggi porta una missione internazionale non ci si dovrebbe perdere una notizia come quella passata quasi inosservata in questi giorni sulle agenzie internazionali.… Continua la lettura

Mali: ma non c’era la pace?

images1Iniziare una guerra è facile, si riesce addirittura ad essere precisi, si può stabilire la data, l’ora, le modalità, si decide quanti uomini impiegare e quante risorse. Insomma si può fare un vero e proprio bilancio preventivo che però di solito salta perché le guerre si sa quando iniziano ma non quando finiscono.

Farle finire non è così facile come iniziarle.… Continua la lettura

Una brutta storia

imagesHo preferito lasciar passare un paio di giorni prima di scrivere di questa brutta storia in Africa. Una brutta storia avvenuta in un paese bellissimo, il Mali, abbruttito da una guerra assurda e da una storia tremenda, quella di Claude Verlon e Ghislaine Dupont, i due giornalisti francesi sequestrati e uccisi a freddo Kidal, nel nord del paese. Non erano due sprovveduti, erano professionisti esperti di Africa e conoscevano molto bene il Mali.… Continua la lettura

Mali: un voto contro il terrorismo

downloadI maliani torneranno alle urne il prossimo undici di agosto per il ballottaggio presidenziale. A contendersi la vittoria due politici di lungo corso: Ibrahim Boubacar Keità, ex primo ministro, che ha ottenuto poco meno del 40 per cento dei consensi, e l’ex ministro delle finanze Soumala Cissè, con poco meno del venti.

Ma questo processo elettorale, che dovrebbe riportare ufficialmente il Mali sulla strada dell’unità territoriale e della democrazia dopo 18 mesi di crisi armata, ha una valenza importante più che per il risultato finale per il fatto che si è svolto.… Continua la lettura

Mali al voto: il punto di inizio o il traguardo di un processo?

imagesUna insoddisfazione latente nelle regioni del nord che, col tempo, è diventata una vera e propria ribellione. I gruppi jihadisti provenienti dal Maghreb che non hanno perso l’occasione di infiltrarla e poi di controllarla estromettendo di fatto le popolazioni del Nord, prima di tutto i tuareg. La conquista del Nord, o meglio delle tre principali città di questa immensa regione: Kidal, Gao, Timbouctou.… Continua la lettura

L’offensiva jihadista varca le frontiere. Tutto previsto…

imagesGli attacchi ad Agadez e Arlit sono la dimostrazione che la crisi nel Mali si è ormai regionalizzata. E’ un classico, o meglio si tratta di una strategia messa in campo dagli integralisti armati in tutto il mondo: si cerca di controllare politicamente una regione e se ciò viene impedito dalla comunità internazionale preoccupata di veder crescere una cellula maligna nel proprio tessuto, allora si trasforma la guerra guerreggiata, il conflitto acuto in uno scontro a bassa intensità ma allargato sul territorio in modo da avere più obiettivi, costringere il nemico ad una sorveglianza più complessa e colpire anche le relazioni all’interno del fronte avversario.… Continua la lettura

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