imagesHo preferito lasciar passare un paio di giorni prima di scrivere di questa brutta storia in Africa. Una brutta storia avvenuta in un paese bellissimo, il Mali, abbruttito da una guerra assurda e da una storia tremenda, quella di Claude Verlon e Ghislaine Dupont, i due giornalisti francesi sequestrati e uccisi a freddo Kidal, nel nord del paese. Non erano due sprovveduti, erano professionisti esperti di Africa e conoscevano molto bene il Mali. Sarebbe potuto capitare a chiunque di noi giornalisti che in questi anni abbiamo viaggiato in Africa.

Non c’è dubbio su chi possa essere stato a compiere questo delitto. Claude Verlon e Ghislaine Dupont non erano affatto filo francesi. A Parigi, a Hollande che ha voluto l’intervento militare della missione Serval non risparmiavano nulla con i loro servizi. Il loro assassinio da parte degli jihadisti risulta ancora più incomprensibile ed è una dimostrazione che il Nord del Mali è tutt’altro che normalizzato.

Gli Jihadisti hanno già compiuto diversi attacchi e attentati e con il sequestro e l’uccisione dei due giornalisti hanno dimostrato che tutto il nord del Mali è ancora del tutto instabile.

In questo quadro risulta comprensibile l’operazione lanciata qualche giorno fa dai militari francesi in collaborazione con l’esercito maliano. Però non ci si faccia illusione: il nord del Mali, ancora per lungo tempo, sarà uno dei luoghi d’Africa ad alto rischio che nessuno, purtroppo, racconterà.

Claude Verlon e Ghislaine Dupont sapevano tutto e ci hanno provato.