Una sanguinosa setta di fanatici

Il racconto di quanto è avvenuto il 2 ottobre scorso è agghiacciante. Un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione nell’università di Mubi, nello Stato di Adamawa, nel nord-est della Nigeria, hanno radunato gli studenti, hanno identificato per nome, una a una, le loro vittime, poi le hanno uccise, a freddo, senza pietà. Alla fine erano quaranta gli studenti ammazzati. Il governo federale e la polizia hanno avviato una indagine, per ora senza risultati. Attenderli, i risultati, se mai ci saranno, è quasi inutile. Il gruppo responsabile di questo efferato massacro è senza dubbio Boko Haram. Traduzione: l’educazione occidentale è un peccato.

Boko Haram è un gruppo surreale: i suoi affiliati applicano alla lettera ogni parola del Corano, non credono alla sfericità della terra perché il Libro Sacro non la contempla, non assumono e non fanno assumere antibiotici, vaccini e altri farmaci. Sono pochi e soprattutto non hanno nessun seguito nella popolazione di religione musulmana del Nord della Nigeria. Ma tre-quattro anni fa erano un gruppo marginale, il prodotto di una cultura di miseria e degrado, combattevano con machete e bastoni. Oggi hanno capacità logistica, sono in grado di pianificare attacchi e attentati, sanno maneggiare esplosivi e soprattutto ne possono avere in quantità impressionante, possiedono granate e fucili automatici.

La domanda è: chi fornisce loro denaro e armi? Chi caldeggia l’attività di questo gruppo di folli fanatici? Chi ha interesse ad usarli?

Attaccano chiese cristiane e fanno dell’Islam integrale la loro bandiera, ma la religione non c’entra proprio nulla. In Nigeria – paese ricco e popoloso – gli interessi sono enormi e i politici (locali e non), le lobby economiche (nigeriane e straniere) per avere dei vantaggi non esitano a giocare sporco.

Peccato perché la Nigeria è anche un paese ricco culturalmente, con una popolazione vivace e curiosa, con una grande capacità di creare dal punto di vista musicale, artistico, letterario. Chi volesse approfondire il contesto dal quale un gruppo come Boko Haram prende le mosse può ascoltare, nella pagina reportage di questo blog, il racconto (anche musicale) di un viaggio via terra da Lagos, capitale economica del paese, sul Golfo di Guinea, a Sokoto, sultanato nell’estremo nord della Nigeria, passando per la megalopoli di Kano.

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