Wanted vivo o morto. Diamanti, banditi e praterie come nel vecchio west. Ma è l’Africa

imagesCome nel vecchio west gli Sati Uniti un mese fa hanno messo una taglia di cinque milioni di dollari per la cattura di Joseph Kony, ugandese, leader dell’LRA, Leader Resistence Alliance la cui formazione, che opera in un area tra Uganda, Centrafrica, Sud Sudan e Congo, ha ripreso le proprie attività dopo un periodo di silenzio.

Naturalmente il più recente attacco, che risale al 13 giugno, ma del quale si è venuti a conoscenza solo ora, è stato lanciato nell’anello più debole di questi paesi, cioè il Centrafrica, e, non a caso, in una regione del nord-est, a Bria, che è un importante sito diamantifero, forse il più importante del Centrafrica che è uno dei giganti nell’estrazione ed esportazione di queste pietre preziose.

Dico naturalmente perchè questo gruppo e il suo fantomatico leader, Joseph Kony, appunto, compaiono ogni volta che su territori ricchi di una qualche risorsa si sviluppa un contrasto tra le imprese o tra i paesi che ambiscono a quella risorsa.

Il centrafrica è il paese più debole in questo momento: appena squassato da un colpo di stato che ha estromesso il presidente Bozizè a vantaggio di un nuovo presidente, Michel Djotodia (per la prima volta di religione musulmana) a capo di una coalizione, Seleka che stenta a mantenere insieme i gruppi che vi aderiscono e, di conseguenza, stentano a dare al paese stabilità interna e una collocazione negli equilibri regionali e internazionali. Insomma, l’humus politico più adatto a far risorgere l’LRA e il suo leader.

Questa formazione infatti da tempo deve essere una accozzaglia di disperati, equipaggiati con armi sgangherate, affamati e per nulla preparati ma vengono buoni quando una lobby economica o politica ha bisogno di rendere instabile un territorio conteso.

E il centrafrica è abbondantemente conteso. Il golpe di Seleka è stato fatto con il tacito consenso della diplomazia francese iritata con Bozizè, suo impresentabile presidente fino a quel momento, che aveva fatto accordi con cinesi e sudafricani per lo sfruttamento delle immense risorse – non solo diamatifere – del paese.

Non è la prima volta che l’impresentabile Joseph Kony viene usato per giochi sporchi. Per rimetterlo in gioco basta qualche Winchester (ops, kalashnikov), un po’ di denaro, magari una rassicurazione che non verrà catturato. E il gioco continua.

1 comment for “Wanted vivo o morto. Diamanti, banditi e praterie come nel vecchio west. Ma è l’Africa

  1. michele
    20 giugno 2013 at 07:52

    mai letto Meridiano di sangue di Cormac Mccarthy?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *